Cari verruani, ci fa piacere vedere che il nostro sito sta crescendo e ora ci scrivono anche persone da altri gruppi per raccontarci la loro "ripartenza" in questa "Fase 2" dell'epidemia covid-19. L'articolo che pubblichiamo di seguito è stato inizialmente pubblicato sul sito del "Cims- Comitato Interprovinciale Marce Sportive" e ci è stato concesso di pubblicarlo anche sul nostro sito, visto che trattasi della "ripartenza in salita" del nostro presidente Gianni Minervini e del suo fido compagno di allenamenti Fabrizio Giorgetti, socio del "Marathon Club" di Pisa, e attivo consigliere Cims.
Il racconto è stato "raccolto" dalla cara Maria Luisa Cerri Tognelli, socia del gruppo "Aig 4 Mori", nonché storica consigliera Cims e da sempre figura portante della cultura del nostro movimento ludico motorio. Maria Luisa  ha integrato a sua volta il racconto di Fabrizio, con i propri ricordi e con cenni storici sulla Torretta di Caprona e sulla  Rocca della Verruca!!!

 

SUL MONTE VERRUCA

"Come ci aveva promesso, eccoci in compagnia di Fabrizio Giorgetti, attivo consigliere del CIMS, che all'inizio della tanto attesa "Fase 2" ci aveva detto: "non ero più stato a percorrere i sentieri dei Monti Pisani.... ma qualche settimana fa telefonando a Minervini, ci eravamo detti che, appena possibile, saremmo andati a correre proprio sul Monte Verruca.... sia per verificare come era la situazione post incendio, ma anche come forma di auspicio per la ripresa delle nostre, seppur modeste, imprese podistiche settimanali" E così è stato fatto. Logicamente ci siamo adattati un po' tutti alla nuova situazione, ma è pur vero che ci mancano le domeniche, la compagnia, e moltissimo anche "i nostri luoghi" ed ognuno, come gli è possibile cerca una sostituzione, un riempitivo, sempre in attesa che.... "Questo itinerario escursionistico- prosegue Fabrizio - è stato complessivamente di 10 km., cominciando a salire la strada che porta ai resti del Castello di Caprona, chiamato comunemente "torretta". E qui i nostri due marciatori incontrano Dante con i ben noti versi dell'Inferno (Canto XXI, vv.94-96," così vid'io già temer li fanti/ ch'uscivan patteggiati di Caprona/veggendo sé tra nemici cotanti) riportati su un totem. Infatti nell'agosto del 1289 dopo lungo assedio, i fanti che difendevano il castello dovettero cedere, in cambio della vita, alle assai superiori forze della lega guelfa; al giovane Dante che era tra gli assedianti, evidentemente rimase molto impressa l'immagine dei soldati impauriti. Nel passato in questi luoghi, e non solo, frequenti furono le lotte e le guerre tra le varie città toscane.... il che ha lasciato, per così dire, residui di campanilismo per fortuna pacifici. Lasciando il passato e venendo all'oggi, nel settembre del 2018 un violentissimo incendio "ha devastato la parte sud-orientale del Monte Pisano, distruggendo praticamente tutta la vegetazione presente fino alla Rocca della Verruca". Quante volte durante le nostre marce abbiamo percorso questi luoghi, queste salite in mezzo a lussureggianti pinete, a boschi piacevoli intervallati talvolta da ampie radure invitanti alla sosta, mentre dall'alto si aprivano estesi panorami sulla piana e la Valle dell'Arno. Mi permetto un ricordo, una quindicina di anni fa, la notte di San Lorenzo, insieme ad un gruppo di amici della Francigena, scendendo dalla Verruca all'imbrunire, sostammo a Col di Cincia sdraiati naso all'insù ad aspettare le stelle cadenti; ricordo bellissimo ed indelebile. Torno a Fabrizio, "il disastro ecologico a venti mesi dal fattaccio è ancora ben visibile con una vasta immagine di tronchi neri bruciati, contrapposta a qualche chiazza chiara di qualche fusto dove la corteccia carbonizzata ha lasciato nudo il secco legno bianco e bruciato". L'immagine che prevale dopo questa descrizione dei nostri due amici podisti, tra ricordi meravigliosi e realtà triste, è quella di un braciere spento, anche se tuttavia dove un tempo cresceva vegeto e prepotente il sottobosco, ora il terreno è tutto verde. La nostra speranza è che la vegetazione riesca ad averla vinta e la Natura trionfi, perché le generazioni future possano gioirne, imparando che i gesti insensati, se così è stato, non si ripetano più. E che dire della Rocca? Ricordo che noi podisti un anno abbiamo avuto la possibilità di visitarla dopo che erano stati fatti i lavori di restauro e messa in sicurezza, ci fece molto piacere. Ma sapete chi c'era stato secoli prima di noi? Il 23 Luglio 1523 ci si recò Leonardo da Vinci, ce lo racconta Francesco Guicciardini e, non arrabbiatevi voi Pisani, voleva fare una ricognizione allo scopo di offrire la sua collaborazione al progetto dell 'esercito fiorentino di deviare fuori da Pisa il corso dell'Arno. Ma per tornare ai nostri giorni, vogliamo ricordare che per i frequentatori delle marce delle tre Province non sarà difficile ricordare il luogo dove l'ultima domenica di settembre Alvaro Parri ci rifocillava a suon di prosciutto e...tanta tanta simpatia."

 

Ringraziamo Maria Luisa Cerri Tognelli e Fabrizio Giogetti per questo bellissimo racconto, di cui hanno voluto fare partecipe anche il nostro gruppo podistico. 

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